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domenica 2 febbraio 2014

Lo strano caso della morte di Albino Luciani

A cura di Giuseppe Ardagna

Il 26 Agosto del 1978 Albino Luciani divenne ufficialmente Vescovo di Roma (cioè fu eletto Papa) e successore di Paolo VI. In Vaticano, parecchie persone non erano contente dell’elezione di Luciani al soglio pontificio ma, forse, il più scontento di tutti era monsignor Marcinkus che fino all’ultimo istante aveva sperato nell’elezione del candidato Giuseppe Siri.
Ma chi era questo Marcinkus? Era una delle pedine fondamentali di quella partita a scacchi che da anni si giocava fra Vaticano e grandi banche e che metteva in palio la possibilità di vedere il proprio capitale aumentare sempre di più[1]. Marcinkus era il più alto in grado all’interno dello I.O.R., l’Istituto per le Opere Religiose. Egli intuì immediatamente i pericoli dell’elezione di questo pontefice che, sin dai suoi primi discorsi, aveva lasciato chiaramente intendere di voler far tornare la chiesa cattolica a quegli ideali di carità cristiana propri del primo cattolicesimo, rinunciando alle ricchezze superflue che troppo avevano distolto gli uomini di chiesa dai propri sacri compiti. Figuratevi il capo della banca vaticana come avrebbe mai potuto vedere un tipo del genere sul più alto gradino del proprio stato…
Marcinkus diceva ai suoi colleghi: «Questo Papa non è come quello di prima, vedrete che le cose cambieranno»[2].
Su due punti Luciani sembrava irremovibile: l’iscrizione degli ecclesiastici alla massoneria, e l’uso del denaro della chiesa alla stregua di una banca qualunque[3]. E l’irritazione del Papa peggiorava al solo sentire nominare personaggi come Calvi e Sindona dei quali aveva saputo qualcosa facendo discrete indagini[4].
In coincidenza con l’elezione di Luciani venne pubblicato un elenco di 131 ecclesiastici iscritti alla massoneria, buona parte dei quali, erano del Vaticano. La lista era stata diffusa da un piccolo periodico «O.P. Osservatore Politico» di quel Mino Pecorelli destinato a scomparire un anno dopo l’elezione di Albino Luciani in circostanze mai chiarite.[5] Secondo molti, O.P. era una sorta di «strumento di comunicazione» adoperato dai servizi segreti italiani per far arrivare messaggi all’ambiente politico. Pecorelli, tra l’altro, era legato a filo doppio con Gelli come lo erano Sindona e Calvi[6].
Ma, tornando alla lista ecclesiastico-massonica, questa comprendeva, fra gli altri, i nomi di: Jean Villot (Segretario di Stato, matr. 041/3, iniziato a Zurigo il 6/8/66, nome in codice Jeanni), Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano, matr. 41/076, 28/9/57, Casa), Paul Marcinkus (43/649, 21/8/67, Marpa), il vicedirettore de «L’osservatore Romano» don Virgilio Levi (241/3, 4/7/58, Vile), Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana, 42/58, 21/6/57, Turo).[7]
Di Albino Luciani cominciò a circolare per la curia l’immagine di uomo poco adatto all’incarico, troppo «puro di cuore», troppo semplice per la complessità dell’apparato che doveva governare.
La morte subitanea, dopo trentatre giorni di pontificato, suscitò incredulità e stupore, sentimenti accresciuti dalle titubanze del Vaticano nello spiegare il come, il quando ed il perché dell’evento. In questo modo, l’incredulità diventò prima dubbio e poi sospetto. Era morto o l’avevano ucciso?[8]
Fu detto all’inizio che Luciani era stato trovato morto con in mano il libro «l’imitazione di Cristo», successivamente il libro si trasformò in fogli di appunti, quindi in un discorso da tenere ai gesuiti ed infine, qualche versione ufficiosa volle che tra le sue mani ci fosse l’elenco delle nomine che il Papa intendeva rendere pubbliche il giorno dopo.[9]
Dapprima, l’ora della morte fu fissata verso le 23 e, quindi, posticipata alle 4 del mattino. Secondo le prime informazioni, il corpo senza vita era stato trovato da uno dei segretari personali del Papa, dopo circolò la voce che a scoprirlo fosse stata una delle suore che lo assistevano. C’erano veramente motivi per credere che qualcosa non andasse per il verso giusto.
Qualcuno insinuò che forse sarebbe stato il caso di eseguire un’autopsia e questa voce, dapprima sussurrata, arrivò ad essere gridata dalla stampa italiana e da una parte del clero. Naturalmente l’autopsia non venne mai eseguita ed i dubbi permangono ancora oggi.
Di questo argomento si occuperà approfonditamente l’inglese David Yallop, convinto della morte violenta di Giovanni Paolo I.
Il libro dello scrittore inglese passa in rassegna tutti gli elementi di quel fatidico 1978 fino a sospettare sei persone dell’omicidio di Albino Luciani: il Segretario di Stato Jean Villot, il cardinale di Chicago John Cody, il presidente dello I.O.R. Marcinkus, il banchiere Michele Sindona, il banchiere Roberto Calvi e Licio Gelli maestro venerabile della Loggia P2.[10]
Secondo Yallop, Gelli decise l’assassinio, Sindona e Calvi avevano buone ragioni per desiderare la morte del Papa ed avevano le capacità ed i mezzi per organizzarlo, Marcinkus sarebbe stato il catalizzatore dell’operazione mentre Cody (strettamente legato a Marcinkus) era assenziente in quanto Luciani era intenzionato ad esonerarlo dalla sede di Chicago perché per motivi finanziari si era attirato le attenzioni non solo della sua chiesa ma addirittura della giustizia cittadina e della corte federale. Villot, infine, avrebbe facilitato materialmente l’operazione[11].
La ricostruzione fatta da Yallop degli affari di Sindona, di Calvi, di Gelli e dello I.O.R., conduce inevitabilmente all’eliminazione del Papa.
Tuttavia la ricostruzione dello scrittore inglese pone alcuni problemi, primo fra tutti la netta sensazione che, in alcuni passi della ricostruzione, gli episodi, le date e le circostanze, tendano ad «esser fatte coincidere» troppo forzatamente.
Tuttavia il lavoro investigativo di Yallop è comunque buono e non si può non tener conto del lavoro dell’inglese soprattutto considerando il fatto che troppi sono i dubbi inerenti le ultime ore di vita del Papa.
Perché e soprattutto chi ha fatto sparire dalla camera del Papa i suoi oggetti personali? Dalla stanza di Luciani scompariranno gli occhiali, le pantofole, degli appunti ed il flacone del medicinale Efortil. La prima autorità di rango ad entrare nella stanza del defunto fu proprio Villot, accompagnato da suor Vincenza (la stessa che ogni mattina portava una tazzina di caffè al Papa) che verosimilmente fu l’autrice materiale di quella sottrazione.
Perché la donna si sarebbe adoperata con tanta solerzia per far sparire gli oggetti personali di Luciani? Perché quegli oggetti dovevano sparire?
Domande destinate a restare senza risposta anche in considerazione del fatto che la diretta interessata è passata a miglior vita.
Una curiosità per chiudere l’argomento: sulla scrivania di Luciani fu trovata una copia del settimanale «Il mondo» aperta su di un’inchiesta che il periodico stava conducendo dal titolo: «Santità...è giusto?» che trattava, sotto forma di lettera aperta al pontefice, il tema delle esportazioni e delle operazioni finanziarie della banca Vaticana. «E’ giusto...» recita l’articolo «...che il Vaticano operi sui mercati di tutto il mondo come un normale speculatore? E’ giusto che abbia una banca con la quale favorisce di fatto l’esportazione di capitali e l’evasione fiscale di italiani?»[12].

[1] Matillò R.D., L’avventura delle finanze Vaticane,Ed.Pironti, Napoli, 1988 ;
[2] Ibidem
[3] Ibidem
[4] Ibidem
[5] Ardagna G., La scoperta della lista P2 nella stampa italiana,Napoli, 2004;
[6] Ibidem
[7] Matillò R.D., L’avventura delle finanze Vaticane, Ed.Pironti, Napoli, 1988;
[8] Ibidem
[9] Ibidem
[10] Yallop D., In God’s name, Ed.Pironti, Napoli, 1992;
[11] Ibidem
[12] Ibidem
 
 

venerdì 31 gennaio 2014

Cala la ghigliottina sul Parlamento italiano

Cala la ghigliottina sul Parlamento italiano


La notte della Repubblica nata dalla Resistenza è inizata e non se ne vedrà per lungo tempo la fine, visto com'è ridotta la capacità di pensiero, organizzazione, opposizione del movimento operaio italiano.

Laura Boldrini, osannata come rappresentante di una sinistra "umanitaria" e dal volto presentabile, ha per la prima volta nella storia utilizzato "la ghigliottina" - appunto - ovvero quel meccanismo regolamentare che consente la chiusura "di autorità" del dibattito alla Camera pur di evitare la decadenza del decreto legge in discussione. C'è una certa ignobile coerenza tra la storia della presidente della Camera, eletta "in quota Vendola", e questo gesto che decreta la subordinazione del Parlamento - del potere supremo in una democrazia liberale, il legislativo - al potere esecutivo. La signora Boldrini viene infatti dal quel mondo di "Ong" e istituzioni internazionali (Onu, per esempio) che ha coltivato e allenato un vero e proprio "ceto politico apolide" che - rigettato all'interno del paese di provenienza - si adatta perfettamente a fare da terminale per gli input politici della borghesia multinazionale.

Il decreto in "discussione" era come al solito, di questi tempi, uno zibaldone di misure spurie, riguardanti numerose materie stralciate o corrette dalla "legge di stabilità", l'attuale nome della finanziaria. Spiccava la norma che consente la "rivalutazione" delle partecipazioni azionarie nella Banca d'Italia, che non è, come comunemente si crede, un "organo dello Stato", ma una società per azioni distribuite fra una serie di banche private.

Fin quando il pacchetto azionario era posseduto dalle cinque "banche di interesse nazionale", si poteva legittimamente dire che la Banca di'Italia era di fatto una parte delle istituzioni pubbliche; particolarmente rilevante per il fatto di battere moneta e applicare le politiche monetarie del paese.

Con "il divorzio" tra Bankitalia e Tesoro - deciso da Andretta ormai negli anni '80 - le politiche monetarie divennero competenza di un organo solo formalmente "indipendente", ma cessò la possibilità per via Nazionale di partecipare alle aste dei titoli di Stato, cosa che garantiva un prezzo sempre abbastanza alto e quindi rendimenti - cedole per gli investitori - relativamente basse. E che contribuiva a tenere in relativo ordine i conti pubblici.

Si è andato da allora allargando lo "spread" che ha portato gli interessi sul debito pubblico al vertice delle spese effettuate annualmente dallo Stato. Spese peraltro non "tagliabaili" perché derivante dagli andamenti "del mercato", non dalla decisione politica.

In più, con l'eliminazione dell'Iri e altre privatizzazioni (effettaute dal primo governo Prodi), le cinque banche di "interesse nazionale" vennero privatizzate. Le fusioni successive le hanno ricondotte tutte sotto l'egida di Unicredit e Banca Intesa. La rivalutazione delle quote stabilita nel decreto porta così 7,5 miliardi "freschi" nelle principali banche italiane. Più che un regalo, un'elargizione principesca in tempi di fame incipiente per oltre metà della popolazione (le famiglie che vivono conmeno di 2.000 euro al mese). L'Istituto è infatti autorizzato ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie all'importo di 7,5 miliardi di euro. A seguito dell'aumento, il capitale sarà rappresentato da quote di nuova emissione, pari a 25.000 euro ciascuna (anziché 20.000, come previsto dal testo originario; solo 6 miliardi, evidentemente, sembravano pochi).

Le banche italiane, specie le principali, ne avevano un disperato bisogno. Dall'inizio dell'anno è infatti inziato il trasferimento dei compiti di "sorveglianza" da Bankitalia alla Bce. Molte di queste banche non hanno un buon equilibrio tra depositi e "attività rischiose", o addirittura "crediti insegibili"; quindi questa iniezione di denaro  (basterà riportare a bilancio la quota posseduta in Bankitalia come un "attivo", con un semplice cambiamento del valore indicato) fungerà da gerovita per bilanci invece semidisastrati. L'Unione Europea, però, non può che appaludire. L'eventuale dissesto, in sede di verifica dei conti, di "banche sistemiche" come Intesa e Unicredit avrebbe conseguenze pesanti su tutto il sistema finanziario continentale. Con riflessi negativi anche sull'accelerazione imposta alla costruzione dello "stato unitario" mediante trattati sempre più stringenti.

Incredibile anche la motivazione con cui il governo Letta ha preteso che il dibattito parlamentare venisse "ghigliottinato": se non fosse stato approvato entro la mezzanotte, infatti, i proprietari di case - quasi l'80% delle famiglie - avrebbe dovuto pagare la seconda rata dell'Imu cancellata dalla "legge di stabilità". Insomma, per evitare una figura di merda a un governo di pasticcioni che hanno trasformato la normativa fiscale sulla casa in una giungla impenetrabile anche per gli addetti ai lavori, viene decretato che "la discussione parlamentare" è un lusso che "il paese non si può più permettere".

A noi sembra chiaro - senza voler essere per forza "maligni e prevenuti" - che una motivazione così ridicola a uno strappo istituzionale così violento, non possa che fare da precedente - al pari del "modello Marchionne" o del "piano Electrolux" - allo svuotamento degli assetti costituzionali repubblicani. Non mancheranno mai, infatti, ragioni più serie per chiedere il calo della "ghigliottina" su ogni discussione problematica per il governo. L'Unione Europea, a questo punto, dispone del Parlamento "italicum" come di una amministrazione provinciale. Basterà invocare i motivi di "necessità e urgenza" e mai nessun decreto - soprattutto quelli miranti a far rispettare gli oblighi comunitari - potrà più essere ostacolato.

La battaglia parlamentare è stata condotta dai soli deputati "pentastellati". Ma non è possibile definire neppure costoro "difensoti della Costituzione". Nel suo consueto post quotidiano, infatti, il padrone assoluto del M5S - Beppe Grillo - inneggiava al "piano Electrolux", giustificando le scelte di quella come di altre aziende che si preparano a fare altrettanto, come una conseguenza del "costo del lavoro" e delle tasse "troppo alte".


La "notte della Repubblica" è iniziata. Lo Stato che abbiamo di fronte si chiama ora Unione Europea ed è espressione diretta, senza intermediati istituzionali dotati di legittimità democratica, del capitale multinazionale, in primo luogo finanziario. E sarà meglio pensare a come organizzare la Resistenza senza guardare a chi siede in un Parlamento che conta meno di una cooperativa in liquidazione.

Ecco il video della rissa finale.

Fonte: www.contropiano.org

La gravissima vicenda della privatizzazione di Bankitalia

bankitalia-1Tutti ricordiamo il tormentone Imu sì-Imu no, una bolla mediatica che ha accompagnato la vita politica istituzionale per metà 2013. È stato sostituto, sempre con Silvio protagonista (complimenti, anche vicino al sarcofago riesce a condizionare i nanerottoli politici di via del Nazareno) dall’altra bolla mediatica, quella della legge elettorale.

Bene, immaginate che casino succederebbe se qualcuno grosso, qualcuno di importante, volesse imporre una bella patrimoniale, di quelle toste. Già, immaginate il coro dei Roberto Speranza, uno che la parte l’ha imparata presto: “irresponsabile”, “populista” etc., e i sottili distinguo dei sindacalisti gialli Camusso e Landini sulla patrimoniale.

Il problema, non proprio leggerino, è che la proposta di una forte patrimoniale per l’Italia, sempre per il rigore dei conti pubblici, non l’ha avanzata qualche populista ma la Bundesbank. Eh sì. Era in prima pagina due giorni fa sulla Handelsblatt e su Die Welt, edizione online di entrambe le testate.

Così, mentre le prime pagine dei giornali italiani sono rigonfie di cose inutili, la banca centrale del principale paese dell’eurozona ha chiesto per noi una bella stangata (non esiste legge elettorale che risolva il problema della rappresentanza e dei processi decisionali. Ma da prima dello scioglimento del Pci i “riformisti” hanno provato questa droga del politico detta "legge elettorale", e non hanno più smesso...).

D’altronde, con un’economia paralizzata cosa credete che voglia il grande fondo estero, come garanzia, per comprare i nostri titoli? Ma i nostri patrimoni! Grandi e piccoli che siano, basta non averli alle Cayman (come lo sponsor di Renzi). Così vuole la Bundesbank.

E che rapporto c’è tra queste necessità della Bundesbank e il decreto Imu-Bankitalia presentato
furbescamente alla televisione e alle camere? Se qualcuno crede che le comparsate della Boldrini servano per garantire il rispetto alle istituzioni, viva il suo Nirvana e non proceda oltre nella lettura. Sennò ascolti un dettaglio. Prima di tutto mettere l’Imu nel decreto è costruire un cavallo di Troia (absit injuria verbis) per far passare tre perle:

1) L'aumento dell'acconto Ires.

2) La “sanatoria” sul gioco d’azzardo, che è un regalone a tutte le agenzie che dovevano somme astronomiche allo Stato.

3) La sterilizzazione del potere di veto del ministero dei beni culturali e (sic) del Ministero dell’Ambiente sulle dismissioni (e vai con nuovi ecomostri).

E qui arriva la perlona contenuta nel decreto Imu che prende anche il nome del gioiello, diventando decreto Imu-Bankitalia. Cosa prevede il gioiello?

1) La legittimazione della proprietà privata dell’ente che solo nominalmente resterà pubblico (nomina del governatore, vero Re Pipino della situazione)

2) L’impossibilità del potere pubblico di poter dire alcunché sulla compravendita delle quote di Bankitalia (quindi se qualcuno o qualcosa che ha interessi che non coincidono con quello nazionale prende piede in Bankitalia, il pubblico non può porre veti. Solo per questo Napolitano meriterebbe l’impeachment, altro che...)

3) Si apre legalmente la strada ad un patto di sindacato, esplicito o occulto, dove una serie di soggetti finanziari che entrano nelle banche italiane fanno cosa gli pare di Bankitalia (guarda caso tre giorni fa qualcuno ha fatto la spesa con i titoli bancari italiani che sono andati anche a -16 in una seduta).

4) Le privatizzazioni possono essere pilotate da questo patto di sindacato ormai legittimabile da questo decreto (vedi vicenda Cassa depositi e prestiti).

5) Il patto di sindacato (cioè l'insieme delle regole volte a determinare l'assetto della proprietà di una società), possibile e sostenibile da hedge fund che hanno un portafogli largo quanto il nostro Pil, può a questo punto controllare l’oro di Bankitalia a sostegno dell’euro. Proprio come desidera la Bundesbank. E ce la vedete questa nuova Bankitalia, in mano a tutti fuorché all’Italia, opporsi nel caso alla patrimoniale come desiderata dalla Bundesbank? "Ragassi" - avrebbe detto il povero Bersani - “Sciamo in Europa..”.

A questo punto anche un elettore di centrosinistra, cioè uno che in politica fa uso di droghe nemmeno tanto leggere, capisce la verità. Che la “crescita” non esiste, non ci sarà. Ma solo un periodo di estrazione di risorse da questo paese. Fino a quando non ci sarà nulla da estrarre e i nostri giovani accetteranno salari da 250 euro il mese, competitivi con l’Ucraina che spinge per entrare in Europa a costo della guerra civile, facendosi prendere per fame. in un paese dai prezzi tedeschi causa tasse e balzelli.

Tutto questo ha un nome nei manuali di concorrenza economica. Si chiama strategia del “Beggar thy neighbour”. Ovvero: porta il tuo vicino a mendicare. Ci guadagnerai un sacco. Specie se nel paese del tuo vicino ci sarà qualche servo che dà del populista e dell’irresponsabile a chi si opppone al saccheggio.

Link: Bankitalia, una privatizzazione che incatena l'Italia all'euro

La proposta della patrimoniale della Bundesbank è all'opposto della patrimoniale "de sinistra". Si tratta semplicemente di tassare e spedire in Germania. "Prima" deportavano uomini e ricchezze e mettevano tutto nei vagoni piombati. Ora sono solo interessati alle ricchezze, ma senza disturbare il traffico ferroviario.

Fonte: www.senzasoste.it

martedì 28 gennaio 2014

I Padroni del Mondo e la Sovranità Monetaria

 



I Rothschild sono una delle famiglie più potenti al mondo (nel mondo economico la più potente); di origine tedesca, detiene la MAGGIORANZA dei due istituti Privati Bancari che conosciamo, la FED e la BCE.

Ma procediamo un passo per volta e vediamo chi sono questi istituti Bancari Padroni del Mondo!
FED
La Federal Reserve è una Banca Privata, posseduta da azionisti privati di cui i Rothschild sono i maggiori proprietari ed il cui scopo finale è il lucro.
La FED fu istituita con l'approvazione del Federal Reserve Act del 23 dicembre 1913 dal Congresso degli Stati Uniti. L’iter legislativo avvenne in modo “anomalo”, la Camera dei Rappresentanti aveva approvato il Federal Reserve ACT, ma l’atto stava avendo delle difficoltà nell’approvazione da parte del Senato; era il 23 dicembre 1913, quando la maggior parte dei membri del Congresso avevano già lasciato Washington per le vacanze natalizie e secondo le leggi americane, quando vi è una sospensione dell’attività legislativa, occorre aggiornarla in quello che viene definito “sine day”. Il 23 dicembre 1913, il Senato non si era ancora aggiornato in “sine day”, quindi la seduta era tecnicamente in corso e secondo quanto riportato dagli atti, erano presenti “SOLO” tre senatori, che approvarono il Federeral Reserve Act con un consenso unanime in una votazione a chiamata (sarebbe bastata una sola persona contro e non sarebbe passata).
Ad oggi i tribunali degli Stati Uniti hanno più volte decretato che la Fed è una società per azioni privata e sebbene non faccia parte del Governo Federale, è in realtà più potente dello stesso e, a mio parere, più potente del Presidente, del Congresso e delle Corti di Giustizia.
Nel 1913 il Congresso ha dato in mano ad una banca centrale indipendente, denominata Federal Reserve, il monopolio sull’emissione della moneta degli Stati Uniti ed il debito generato da questa società interamente di proprietà privata è ciò che sta mettendo in ginocchio l’economia americana.
“Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene” (Giulio Tremonti, ex ministro ed economista, persona che stimo molto, perché oltre a Beppe Grillo è l’unico che ha avuto il coraggio di dire nel passato la verità su come gira il mondo economico).
“Chi prende in prestito è schiavo di chi presta” (Larry Bates, economista).
BCE
La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i 17 paesi dell’Unione Europea che hanno aderito all’euro formando la cosiddetta “Zona Euro”.
In Italia la sovranità monetaria (il potere di chi stampa ed emette moneta) era fino a ieri della Banka d’Italia. Oggi la sovranità monetaria, è nelle mani della BCE con sede a Francoforte, per la quale, per inciso, è in costruzione la nuova sede con un costo previsto di 1,2 miliardi di Euro e tutto questo mentre Greci e Spagnoli infiammano le piazze per protestare contro i tagli e le riforme pesantissime imposte dall’Unione Europea.
L’Euro è una moneta a debito, infatti questa istituzione provvede ad emettere la nuova moneta addebitandola ai popoli europei secondo la stessa “filosofia” monetaria utilizzata fino ad oggi dalle banche centrali nazionali nei confronti dello stesso popolo, ed attuando il più sfrenato liberismo previsto nel trattato di Maastricht.
L’articolo 107 del trattato di Maastricht, sancisce che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti nel presente trattato dallo Statuto del SEBC, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzione dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo”. In poche parole il Padrone d’Europa è il governatore della Banca Centrale.
Il denaro che noi utilizziamo non è dello stato, ma di Banka d’Italia/BCE!
Le quote di partecipazione alla Banka d’Italia sono per il 94,3% di proprietà di banche private ed assicurazioni!
Da tutto questo nasce la più grande Truffa e la più grande Usura del sistema monetario:
Il Signoraggio!!
Ufficialmente non esiste e pochi ne parlano, eppure è un qualcosa che sta facendo sprofondare l’intero pianeta nel debito (volutamente).
Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta ed il costo di produzione (tipografico) o più semplicemente è il prezzo che si paga alla tipografia (FED-BCE) per stampare il denaro!!
La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote la carta e gli inchiostri; per le monete di metallo le leghe.
Va anche ricordato per chi non lo sapesse, che nel 15 agosto 1971 (avevo un mese di vita) il presidente Nixon eliminò la convertibilità della moneta in oro, affossando per sempre gli accordi di Bretton Woods del 1944.
Quindi l’emissione di moneta da quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro,argento), ma solo di ‘numeri’ su carta.
In parole povere reputo la Fed e la Bce due vere e proprie TIPOGRAFIE!!
Esempio signoraggio:
Stampare un biglietto da 100 euro costa più o meno 1 centesimo di euro (tra carta ed inchiostri), più il lavoro effettuato che è circa un euro.
Va anche calcolato che al singolo Stato quella moneta costa ancor di più in virtù del “tasso di sconto” (il costo cioè del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è dello 0.75 %.
Per cui una banconota da 100 euro, allo Stato costa la bellezza di circa 101,5!!!!
Lo Stato paga alla Banca Centrale l’affitto di questa moneta con Titoli di Stato e pertanto s’indebita in maniera spropositata e continuativa nei suoi confronti.
Lo Stato in definitiva monetizza il proprio debito e questo debito continuerà a crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Chiaramente noi paghiamo questo debito, con le relative TASSE!!!
Per bloccare questo circolo vizioso basterebbe togliere alle banche il compenso nominale delle banconote, ma nessuno interviene (in Italia solo il Prof. Auriti ci provò, ed ottenne buoni risultati, ma dopo la sua morte tutto si fermò). C’è una legge in USA che consente al governo di stampare moneta, in due hanno provato a ripristinarla, Lincoln e Kennedy, e sappiamo bene che fine hanno fatto.
Quando un governo non riesce a far quadrare i conti, chiede un prestito alle Banche Centrali (BCE/FED) ed in cambio paga degli interessi, continuando ad alimentare la dipendenza dei governi.
E’ un meccanismo piramidale e ben strutturato, infatti gli interessi sono la base di tutto.
Lo si può vedere anche nelle banche in cui depositiamo i nostri risparmi dove è presente il meccanismo incredibile, della “Riserva Finanziaria”: le banche per legge possono prestare fino a dieci volte la somma in deposito, quindi creare soldi che non esistono (tranne che su carta e monitor).
Con calcolo e freddezza si assicurano che non ci siano mai neppure per sbaglio unità di scambio in circolazione, per poter poi ripagare prestiti e interesse super eclatanti!!
Questo è un fenomeno ben programmato dalle banche per schiavizzare e portare via risorse umane.
L’obiettivo finale sarà quello di arrivare alla moneta elettronica globale per il controllo (schiavitù) globale.
Tutto questo è ben GESTITO da una delle famiglie più potenti al mondo:
I ROTHSCHILD
E mi permetto di dire CHE TUTTO E’ BEN PIANIFICATO A PRIORI A TAVOLINO!!!
Con la privatizzazione della Sovranità Monetaria i politici sono diventati dipendenti dei banchieri.
La sovranità monetaria non è cedibile, e in questa circostanza il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, poiché essa acquista valore solo perché i cittadini lo accettano come strumento di scambio o mezzo di pagamento, creando così valore monetario.
Il debito pubblico non è ripianabile, è in continua e costante crescita. Difatti si parla sempre di rifinanziamento e non di estinzione del debito (oltretutto sempre con l’acquisto di nuovi Titoli di Stato.)
Saremo sempre di più succubi e dipendenti, spogliati delle nostre ricchezze e trattati come schiavi.
I prossimi governi saranno costretti a mantenere la linea di austerity tracciata dalla bancocrazia Monti e con un Parlamento ormai organo dei mercati che dovrà sottostare a decisioni e regole già prescritte.

lunedì 27 gennaio 2014

Il cosiddetto “debito pubblico”: dalla truffa al terrore

Il cosiddetto “debito pubblico”: dalla truffa al terrore

214Quando in prima pagina non c’è il “fenomeno” Renzi, pompato all’inverosimile per rendercelo simpatico, ci si può trovare un altro tormentone del momento, la “lotta all’evasione”.
Notizia del giorno: “52 miliardi sottratti alle tasse”:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2014/01/23/-Gdf-400mila-controlli-scontrini-su-3-irregolare-_9948115.html
Sparati così, in prima pagina, 52 miliardi sembrano una cifra stratosferica, da sogno, alle orecchie dell’italiano medio che pedala tutto il giorno per la “pagnotta” non avendo mai tempo per pensare ad altro. Lo stesso “uomo della strada” infarcito  di “certezze” in materia economica e finanziaria, quanto mai stravaganti ed illogiche, propinategli dagli “esperti” che l’han convinto che “il problema” siano “la casta” e “gli evasori”.
Ma… a quanto ammonta il famoso “debito pubblico”, il quale – non lo si ricorderà mai abbastanza – è primariamente generato dall’indebitamento che lo Stato s’infligge (“legalmente”!) conl’emissione di “titoli del debito pubblico” (sui quali corrisponde un interesse da capogiro) in cambio della proverbiale carta straccia della BCE?
Bene, se non ve lo ricordate, ve lo ricordo io: abbiamo superato la fatidica soglia dei 2.000 miliardi!
Allora, cosa sono 52 miliardi in confronto a 2.000?
Sì dirà, beh, fanno brodo anche quelli (cioè, il 2,5%…). Ma se questo ragionamento fosse valido, perché allora lo Stato, così solerte nel controllare gli scontrini ed altre pinzillacchere come le mutande e i cioccolatini regalati da questo o quell’assessore, non ha preteso i 98 miliardi “sottratti alle casse dello Stato” da parte dei gestori delle slot machine, preferendo patteggiare con costoro (che notoriamente sono più che in ‘odor di mafia’) una cifra irrisoria?
La verità è che questo “debito pubblico” - come già abbiamo avuto modo di spiegare con dovizia di particolari - è destinato ad aumentare esponenzialmente, e questo lo sanno tutti, compresi Monti, Letta, Saccomanni e tutti gli altri paladini della “legalità” e fautori delle “privatizzazioni”. Che non si sognano nemmeno nell’anticamera del cervello di mettere in discussione il meccanismo di generazione del “debito pubblico” contratto – si badi bene – soprattutto coi “grandi investitori” (e non col pensionato che nasconde i Bot sopra lo scaldabagno, come faceva mio nonno). Che poi son gli stessi che, a quel punto, hanno il potere di far cadere un governo con la scusa dello “spread”.
Che bel giochino si sono inventati: una cappa di terrore vero e proprio, per non far fiatare nessuno, imporre a tutti la museruola e far rigare diritto, in ossequio ai diktat del potere dell’usura che divora i frutti del sudore della nostra fronte e, fondamentalmente, anche le nostre vite.
Già, quand’è che diranno che anche queste sono state “sottratte alle casse dello Stato”?

Fonte www.ariannaeditrice.it

TRATTO DA informarexresistere.fr

domenica 19 gennaio 2014

La lotta del signor Forconi con la bolletta dell’energia elettrica

Questo articolo è dedicato al sig. Forconi; sì, proprio quello che ad un certo punto si imbufalisce, si dota di un attrezzo simile al suo cognome e va in piazza a fare un po’ di rumore.

Il sig. Forconi ha un piccolo esercizio, fa fatica, e percepisce che qualcosa non funziona, ma non riesce a mettere a fuoco bene la sua rabbia, altrimenti potrebbe diventare anche più cattivo.

Quando va far benzina e la trova cara, il sig. Forconi è il classico cittadino che, come tanti, se la prende un po’ con tutti e con nessuno: non capisce quanto il costo del suo pieno aumenti per le accise e quanto per colpa del benzinaio e/o del raffinatore: chissà se questi due soggetti staranno navigando nell’oro o piuttosto, come lui, stanno cercando affannosamente di sbarcare il lunario per non chiudere.

Ma ora torniamo in ufficio, o in negozio, dove il signor Forconi vede la bolletta elettrica aumentare continuamente. Impegna 15kW contrattuali, un consumo grosso modo attorno a 30 MWh/anno (lasciatemi ragionare in MWh, così ci portiamo dietro numeri più leggibili), prevalentemente in fasce orarie F1 ed F2 (diciamo 26MWh, mentre i rimanenti 4MWh sono prelevati in F3), e si è rivolto al servizio di maggior tutela (quello a cui si rivolgono gli utenti che non vanno a negoziare le proprie condizioni di fornitura sul mercato libero, aperto ormai anche agli utenti di taglia minima).

In pratica, ai prezzi di dicembre 2013, le sue bollette annue assommerebbero a circa 8200 €, a partire da 6700 € circa senza il 22% di IVA. Questi 6700 € sono formati grosso modo da:
  • 49.2%              di costi variabili associati all’energia elettrica
  • 3.3%                di costi variabili associati ai servizi di rete
  • 31.4%              di costi variabili associati agli oneri generali
  • 6.2%                di accisa (anch’essa variabile). Poi ci sono:
  • 7.5%                di quota legata alla potenza impegnata
  • 3.5%                di costi fissi, anch’essi ripartiti tra energia (1.1%), rete (0.4%) e oneri generali (di nuovo, 2.1%).
Di queste voci, la più fumosa da comprendere per il sig. Forconi riguarda sicuramente gli oneri generali, peraltro mica leggeri. Cosa sono? Sapere che servono ad incentivare le rinnovabili potrebbe anche dargli qualche soddisfazione civica, (magari non spiegandogli che questa quota vale 12 miliardi di euro all’anno e non inizierà a calare prima del 2031, perché non sono stati stanziati proprio nel modo più efficiente…). Invece probabilmente diventerà più guardingo sapendo che il restante serve più o meno a mantenere la baracca pubblica che tiene in piedi il sistema (insomma: legislazione, funzionari, piattaforme di mercato, incentivi, studi e indagini, sperimentazione pubblica, tutela del consumatore, ma anche smantellamenti degli impianti nucleari e aiuti vari. Bello, ci vuole; tanta burocrazia però, intuisce il sig. Forconi).

Ma, una volta rizzate le orecchie, potrebbe saltare sulla sedia vedendo questo grafico, che riporta gli andamenti delle quote variabili negli ultimi due anni (clicca per ingrandire):

prezzi componenti variabili en el

Essì, farebbe un bel salto, perché dal grafico è evidente che le quote delle componenti variabili energia, legate all’energia elettrica vera e propria, nelle fasce F1 ed F2 in cui avviene la maggior parte del suo consumo, in due anni hanno segnato diminuzioni attorno al 5% (interpolate da retta di regressione).

Ma allora, perché coi prezzi del gennaio 2012 la sua bolletta annuale sarebbe stata di 7100€ (senza scomodarsi ad abbassare l’IVA, che calcoliamo all’odierno 22%)? Perché oltre il 15% di rincaro?

A questo punto il sig. Forconi guarderebbe il grafico con più attenzione, e si accorgerebbe che gli incrementi dei famosi oneri (cioè gli incentivi alle rinnovabili e, nella sua visione, gli stipendi del personale pubblico che amministra la baracca) si sono pappati cinque volte la diminuzione delle quote energia. Riuscendo a mantenere ancora calma sufficiente, magari andrebbe a vedere i costi non variabili. Vabbè, incideranno poco, però anche qui  la componente di rete e quella di potenza non sono variate, mentre quella relativa agli oneri generali è diventata una volta e mezzo (e arridàgli con ‘sti oneri!): 139 € di oneri generali sono sì ancora una fetta piccola, ma cominciano a non essere più proprio invisibili (due anni fa erano 90€).

Ora, il sig. Forconi non è uno che si perde d’animo, ed è un tipo proattivo, per cui si concentra subito su quel che può migliorare: si accorgerà che sul mercato libero, specie se è un tipo po’ sveglio, o magari facendosi assistere, si riesce a negoziare, con qualche soddisfazione, la parte variabile relativa all’energia.

Ma ormai ha perso l’innocenza, e nessuno gli toglierà la rabbia nel pensare che coi fornitori puoi negoziare su metà della bolletta, mentre su buona parte della restante metà è lo stato che ogni trimestre (a volte meno) ti impone un aggiornamento unilaterale delle sue condizioni (e negli ultimi due anni non ha fatto complimenti).

Ed è difficile non pensare che questi ritocchi vengano anche più facili quando il mercato scende, incamerandosi così il ribasso che spetterebbe al cittadino (magari senza restituirlo nell’anticiclo, in perfetto stile boa constrictor).

Il sig. Forconi è furibondo, cerca ancora di contenersi, ma gli fanno notare un’altra cosa: l’IVA è applicata anche sull’accisa, insomma gli tassano una tassa (e pure il suo consulente gli confessa che, se un tempo non fu così, nemmeno lui si ricorda quando).
A chi rivolgersi? All’Autorità? Forse è come andare da uno dei topi e chiedergli di rinunciare ad una parte del formaggio.

A questo punto, anche se personalmente non ne sono contento, non mi stupisce che il signor Forconi vada ad aguzzare le punte al suo tridente.

Buon 2014, va tutto bene!


Fonte: http://questionedienergia.wordpress.com/2013/12/10/la-lotta-del-signor-forconi-con-la-bolletta-dellenergia-elettrica/

sabato 18 gennaio 2014

IPad e McDonald per tutti, del resto, non preoccupatevi

 “Live fish swim against the stream, while dead ones float with it”. Non è solo colpa loro. Banchieri e politici non sono gli unici. Anche noi siamo colpevoli, colpevoli della […]



“Live fish swim against the stream, while dead ones float with it”.

 Non è solo colpa loro. Banchieri e politici non sono gli unici. Anche noi siamo colpevoli, colpevoli della nostra indifferenza, del nostro lasciar che le cose vadano come sono sempre andate, colpevoli della nostra insicurezza, della nostra paura, della nostra enorme, perenne passività, colpevoli della nostra sottomissione a re e regine, colpevoli e responsabili del nostro status di schiavi, mansueti spettatori della televisione, colpevoli d’avere un cervello e farcelo lavare ogni giorno.

 La crisi…  è colpa nostra. Politici e banchieri hanno avuto per anni, decenni, secoli, il gioco facile, ammaestrando ed addomesticando persone, città, popoli e nazioni, fino a renderci tutti la mandria di docili pecore che siamo oggi. Panem et circenses, Ipad e McDonald per tutti, del resto, non preoccupatevi, facciamo noi le politiche sociali, vi proteggiamo noi, vi insegniamo noi la storia, la geografia, l’economia e tutto quello che vogliamo che sappiate… e se vi comportate bene potete guadagnare un sacco di soldi e comprarvi la Bmw, i giocattoli e una bella casa prefabbricata all’Ikea.
La colpa è nostra, pecore!
Se volete che le cose vadano meglio, non aspettate che il politico di turno, l’ONU o qualsiasi altra organizzazione internazionale lo faccia per noi. E poi smettetela di investire, giocare in Borsa e aprire il conto in banca ai vostri figli.
Generazioni e generazioni di ribelli, rivoluzionari, guerriglieri a combattere contro un sistema che non andava e non va bene… s’è fatto qualcosa di più? No. Allora, quando cominceremo con la part-costruens? Quando cominceremo a fare ed edificare i pilastri della nuovo mondo? Quando smetteremo di scalciare e piangere come neonati e cominceremo a fare e costruire la nostra società, il nostro sistema tanto agognato, per cui ancora oggi ci limitiamo a scendere in piazza con cartelloni, pennarelli, fischietti e qualche molotov?
È ora di fare un ulteriore passo. È ora di crescere e smetterla di fare solo rivoluzioni, di partecipare a programmi televisivi con Santoro, dovete smetterla di sentirvi sollevati perché in Italia c’è gente come Travaglio o Grillo.
CONSUMISM
Fino ad oggi, abbiamo solo parlato e discusso su che cosa fa o ha fatto male questo o quel politico, questo quel banchiere. Sarebbe ora di fare qualcosa di più, di smetterla di leggere le cazzate che scrivono i giornali, di smetterla di lamentarsi, criticare e cercare un nuovo primo ministro che faccia andare le cose meglio… non è questa la strada, non serve nessun primo ministro. Avete capito? Comunque… non basta aver capito. È ora di fare di più.

Se vi sentite orgogliosi di scendere in piazza, scrivere sui muri, andare a tirare uova a Palazzo Madama o a scioperare, beh, è ora di fare di più.

Fatevi illuminare dal sole. Sorridete, riunite le forze, il mondo è di tutti e sappiamo bene quale sono le priorità. Facciamola finita con le ingiustizie, con la miseria, con i politici ed i banchieri, con la fame, con i soldi, con i lavori da schiavi.

Smettiamola e ricominciamo da capo. Questa volta, però, con coscienza e consapevoli dei nostri diritti e delle nostre responsabilità.

Siamo stati fin troppo pazienti. Conoscete il limite tra bontà, pazienza e stupidità? Ecco, siamo su quella soglia ed una buona parte della popolazione, purtroppo, si fa prendere in giro ogni giorno da anni ed anni ed anni.
BAMBINOSmettetela di sperare che Angela Merkel salvi l’Europa, Barack Obama porti pace e Coca Cola per tutti, il Papa accetti che scopare è sano e fondamentale,  che il Dalai Lama salvi il mondo, che le banche diventino etiche e non investano più di puttane, droga ed armi, che la crisi finisca grazie alle riforme di Mario Monti, che il gruppo Bilderberg e gli ideologisti nazi capiscano quanto malvagi e codardi siano.
Smettetela di sperare in tutto questo. Le cose cambiano se noi le cambiamo, nessun “rappresentante” o “funzionario” è più utile a questo mondo. Niente ONU, niente NATO, niente militari e niente sindacati, o siete ancora là, convinti che la NATO sia l’esercito dei buoni?

Inermi di fronte alla vostra stessa vita, forse siete sempre dermi là, a dire poveretti mentre i bambini dell’Africa cagano vermi e le mosche girano tutt’attorno.
Se qualcuno, uno solo, degli appartenenti al Gruppo Bilderberg, al Consiglio delle Relazioni Esteriori (CFR), alla Commissione Trilaterale, al Club di Roma, al Real Istituto di Relazioni Internazionali (Chatham House), al Consiglio delle Americhe, alle Nazioni Unite, all’OCSE od a qualsiasi altra organizzazione, avrebbe mai avuto interesse a fare qualcosa di buono per tutti e per costruire un mondo migliore, semplicemente l’avrebbe fatto e non avrebbe continuato a dirigere una guerra perpetua, non avrebbe ucciso e schiavizzato, non si sarebbe ingrassato tra una partita a golf e l’inaugurazione di una galleria di stronzate contemporanee a New York.
svegliatevi
Dobbiamo essere attivi e padroni della nostra vita, delle nostre città, delle nostre nazioni e del nostro mondo. Dobbiamo riversare impegno negli interessi comuni, che è la cosa più importante. Dobbiamo condividere, perché siamo un unico grande cervello, un unico grande cuore. Dobbiamo cominciamo a costruire.

Politici e banchieri lasciamoli soli. Lasciamoli soli. Un giorno, poi, ci chiederanno di poter giocare con noi, saranno loro i tristi, i depressi, i poveri,  i disillusi,… finalmente il sistema economico-finanziaro non esisterà più e la politica nemmeno, perché non avremo più bisogno di raccontarci bugie.
Dedico questo fiume di parole a tutti i giovani e vecchi che stanno morendo in questo preciso istante per difendere la libertà ed i propri diritti di uomini liberi. In tutto il mondo.

Matteo Vitiello 

Fonte:  www.buenobuonogood.com

Decretata la morte del Mediterraneo con l'affondamento delle armi chimiche siriane

Finalmente una bella notizia. Le armi chimiche siriane saranno trattate con l'idrolisi e poi affondate tra Malta, Grecia e Italia. Prima però saranno stoccate in Calabria, l'area a maggior rischio sismico e idrogeologico d'Italia che trema sotto i colpi del bombardamento chimico (chemtrails) e delle inzioni ionosferiche di onde Elf nella croista terrestre. 
Tranquilli: l'approdo dell'arsenale bellico sarà a Gioia Tauro, area di pertinenza esclusiva della 'Ndrangheta, la più pericolosa organizzazione criminale italiana al soldo spesso dello Stato tricolore per il lavoro sporco commissionato dai nostrani servizi segreti, come ha rivelato qualche anno fa un generale dei carabinieri (operativo nel servizio di intelligence) durante un'audizione sottoposta a segreto di Stato.
Un arsenale di bombe tossiche estremamente pericolose per l'ambiente, minaccia la salute pubblica e l'economia delle nazioni mediterranee. 
L'arsenale chimico della Siria inizialmente era destinato a essere neutralizzato in Albania ma, dopo le forti proteste pubbliche il governo di Tirana è stato costretto - suo malgrado rinunciando ad un cospicuo gruxoxletto in dollaroni dlelo zio Sam - a declinare l'offerta, e cosi questo arsenale proibito dalle convenzioni internazionali, delle normative nazionali nonché del buon senso biologico, sarà affondato nella zona di mare ad ovest di Creta, con la connivenza criminale delle autorità di Grecia, Italia e Malta. Tra l'altro in Europa è in vigore la Convenzione di Aarhus (ratificata in Italia con legge 108 nel 2001) che sulla carte dovrebbe consitirealle popolazioni interessate di arrestare questa pericolosa manovra degli Stati Uniti d'America
 Il primo allarme è stato lanciato dagli scienziati di Democritos (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica) di Atene e del Politecnico di Creta che parlano di «completa distruzione dell'ecosistema e del turismo». Secondo il collaboratore scientifico di Democritos ed ex presidente dell'Unione dei Chimici Greci, Nikos Katsaros, «se una tale neutralizzazione delle armi chimiche verrà effettuata tramite il processo di idrolisi, si può parlare di uno scenario da incubo. Si tratta di un metodo estremamente pericoloso con conseguenze imprevedibili per l'ambiente mediterraneo e i popoli vicini». Questi effetti saranno la necrosi completa dell'ambiente interessato e l'inquinamento finale del Mediterraneo. Il pesce sarà avvelenato dalla contaminazione cosi come la popolazione che lo consumerà.    
Solitamente le sostanze chimiche vengono distrutte tramite combustione in aree specifiche dotate di opportune infrastrutture negli Stati Uniti,  Germania, Francia, Russia e Cina. In questo caso però, trattandosi di un problema politico, nessuno vuole assumersi la responsabilità. Così ricorrono al metodo di idrolisi in mare aperto nonostante, per ammissione indiretta dei nordamericani stessi, questo metodo sia particolarmente pericoloso: infatti, il mare Mediterraneo è stato scelto proprio perché chiuso. Di un grave rischio parla il professor Evangelos Gidarakos del Politecnico di Creta, che ha lanciato l'allarme alle indifferenti autorità elleniche:
«Queste sostanze chimiche sono miscele di sostanze pericolose e tossiche, che non sono in grado di essere inattivate in modo da non causare danni agli organismi viventi solo con questo metodo». 

Secondo annunci ufficiali, le armi chimiche, dopo essere trasportate dalla Siria, saranno caricate in Italia nella nave battente bandiera U.S.A. Cape Ray e saranno inabissate tra Malta - Libia - Creta. La procedura per la l’occultamento dell'arsenale chimico della Siria dovrebbe durare circa tre mesi. Non vengono forniti ulteriori dettagli.
Secondo il professor Gidarakos  «L'armamento chimico della Siria consiste di due parti. Esistono 1.250 tonnellate di armamenti 'principali' come i gas sarin e i gas mostarda ed altre 1.230 tonnellate di sostanze precursori che sono utilizzate per la fabbricazione delle armi vere e proprie. Queste sostanze, principalmente composti chimici di cloro e fluoro, sono di per sé altamente velenose e tossiche. E poi esiste una gamma di altre sostanze acquistate dalla Siria dopo l'embargo per cui sono sia di provenienza sia di natura ignota. Anche prendendo per buone le 1.500 tonnellate ufficialmente dichiarate, non credo che tutto possa essere concluso in soli tre mesi. Ci vorrà probabilmente il triplo di questo tempo, sempre che non succedano degli spiacevoli imprevisti Tutta questa storia ricorda molto un'operazione militare ed ha poco di scientifico». 

Il professor Gidarakos sostiene che l'idrolisi di tutto questo quantitativo pericoloso produrrà una terza componente tossica che sarà formata direttamente nelle acque marine. Perché l'idrolisi non è un processo sicuro in quanto produce anche degli scarti in forma liquida.
Per la cronaca, i sedicenti "Alleati" al termine della seconda guerra mondiale, in palese violazione della Convenzione di Ginevra, hanno affondato nel Mare Adriatico, nella acque territoriali della Puglia, su bassi fodnali, e nel gol,do di Napoli, nonché nei pressi dell'isola di Ischia,    migliaia di bombe caricate con aggressivi chimici  (iprite e fosforo).

Uno studio dell'Icram (oggi Isora) ha docuemntato l'inquinamernto dell'ecostemna marino e la penetrazione dei veleni nel ciclo bio,gico.  Inoltre, durante la guerra per disintegrare la Jugoslavia, la nato, cpmrpesa l'Italia che ha partecipato ai bimbardamenti con pri velivoli dell'Aeronautica militare, centinaia di ordsigni caricati uranio impoverito sono stati scaricati nell'Adraico in 24 aree dal goldo Trieste al canale di Otranto. Tutte queste aree marine, nonostante le promesse della Nato e del governo italiano a guida del centro sinistra, non sono mai state bonificate.
I popoli del Mediterraneo, in primis quello italiano (se ancora si può definire tale) hanno il diritto e il dovere di impedire al governo terroristico degli Stati Uniti d'America di portare a compimento questo crimine contro l'umanità,  altrimenti sarà la morte certa per il Mare Nostrum. 


Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it

martedì 14 gennaio 2014

Il futuro secondo Google? Un bel microchip nel cranio

Scott Huffman, direttore tecnico di Google, preconizza un mondo in cui i microfoni di Google, inseriti nel soffitto, ascolteranno le nostre conversazioni intercettando le risposte verbali date a qualunque domanda sia posta. Il futuro di un business da 300 miliardi di dollari dipende dal successo nel riuscire a prevedere, automaticamente, le necessità di ricerca degli utenti, per poter presentare loro i dati di cui hanno bisogno. «La capacità di calcolo sta diventando così poco costosa che è inevitabile che prima o poi avremo una completa ubiquità di sistemi connessi tra loro attorno a tutti noi», dal microfonino personale attaccato al bavero della giacca fino all’abitacolo della nostra auto e persino ai Google Glass, gli occhiali muniti di un mini-computer ottico. Google ti ascolta: un piccolo microfono appeso al soffitto, abilitato a rispondere a interrogazioni verbali al motore di ricerca, eliminerebbe la necessità di tenere un’agenda, “ricordando” impegni e orari.
microchip cranicoHuffman, scrive Adam Sherwin sull’“Independent”, è l’uomo che più di ogni altro ha lavorato, negli ultimi quindici anni, per raffinare il funzionamento dei motori di ricerca. Secondo lui, l’atto fisico dell’usare una tastiera per compilare il campo di ricerca della pagina di Google andrà gradualmente scomparendo. Le informazioni necessarie potrebbero essere rese disponibili tramite «un piccolo sistema indossabile, che potrebbe avere un piccolo schermo, e con cui si interagirà semplicemente attraverso la nostra voce, forse con qualche piccolo tocco, e nient’altro». Esempio: «Immagina che io possa dire al microfono inserito nel soffitto di una stanza: “Puoi farmi vedere il video con gli highlights della partita di ieri dei Pittsburgh Steelers sulla Tv del salotto?”, e che questo funzioni, grazie al fatto che con il Cloud ogni cosa è connessa». Oppure: «Potrei chiedere al mio “assistente” di suggerirmi un ristorante francese non troppo caro. Google dirà “ok, andremo in quel ristorante”, e prima ancora che io salga in macchina il navigatore avrà già impostato il percorso».
Che poi gli utenti di Google vogliano davvero un microfono inserito in ogni soffitto è un’altra questione, osserva Sherwin, specie dopo che la società è stata coinvolta nella crisi di fiducia generata dalle rivelazioni di Edward Snowden a proposito del programma di sorveglianza elettronica clandestino Prism operato per anni dalla National Security Agency americana. Google ha unito le proprie forze a quelle di altri giganti della tecnologia come Facebook, Apple e Yahoo!, insieme ai quali ha chiesto un cambiamento nelle norme che regolano le procedure di sorveglianza elettronica negli Usa e una messa al bando su scala internazionale della raccolta massiva di “metadati”, per aiutare a mantenere la fiducia del pubblico nella rete internet. Dopodiché, aggiunge Sherwin, «Google ritiene di poter un giorno soddisfare il bisogno di informazioni dei suoi utenti inviando i risultati delle sue ricerche direttamente a dei microchip impiantati nel loro cervello».   


Scott Huffman Primo step: «Sono state già avviate ricerche relative alla possibilità di utilizzare simili microchip per poter aiutare persone disabili a sterzare guidando le proprie sedie a rotelle».
L’attuale attuale priorità è utilizzare “Google’s Knowledge Graph”, un magazzino di informazioni in continua espansione che al momento contiene 18 miliardi di informazioni su fatti relativi a 60 milioni di soggetti, per produrre un sistema di risposta più “umano”. Le richieste di informazioni di tipo vocale sono molto più complesse di quelle fatte immettendo un paio di parole nella finestra di dialogo di un comune motore di ricerca. «Il mio team sta lavorando molto sull’idea di avere una più ricca modalità di conversare con Google», sostiene il direttore del colosso digitale, secondo cui il traguardo è ormai alla portata: tra cinque anni, «Google ti risponderà esattamente nel modo in cui lo farebbe una persona», arrivando cioè a «comprendere il contesto di una conversazione».

Fonte: http://www.libreidee.org

lunedì 13 gennaio 2014

La lotta all'evasione è una illusione tutta italiana

Questa volta lo studio non arriva da qualche università del Massachusetts o del Main, nemmeno da qualche studio europeo o asiatico, no tutto ciò deriva da una semplicissima operazione matematica.
Andiamo per gradi.
Da anni ormai veniamo tartassati da tutti i media: tv, radio e giornali, sulla fantomatica lotta all'evasione fiscale, gli evasori sono dei cattivoni che fanno alzare le tasse a tutti gli altri un dato statistico di oggi dice che le tasse nel 2013 hanno raggiunto l'ennesimo record 44,3%! Già avete capito bene, nonostante i controlli della GdF ai panettieri, nonostante le “retate” a Cortina le tasse sono aumentate e l'evasione leggermente diminuita, allora ci prendono in giro? Sì, ci prendono in giro ed ecco la semplice dimostrazione matematica:
Questo è uno sceen shoot fatto poco fa sul sito: italiaora.org, i dati sono molto attendibili, potete verificarli anche voi:
Ora prendiamo le due voci che ci servono per la nostra operazione matematica: debito pubblico italiano e soldi evasi al fisco quest'anno.
DEBITO: 2.088.361.605.649
EVASIONE: 5.624.455.712
Ora sottraiamo al DEBITO l'EVASIONE, ecco il risultato: 2.082.737.149.937
Potrebbero spiegarci tutti coloro che ci martellano sulla lotta all'evasione come potremmo far fronte al restante debito che è in continuo aumento? Il debito pubblico supera i due miliardi di euro, come si può arginare la sua crescita solo con la lotta all'evasione? Come possiamo solo credere che quella goccia nel mare possa abbassare le nostre tasse? Non può, semplice.
Il debito pubblico è frutto di una truffa monetaria colossale che arriva dal principio, dall'emissione.
Se la moneta non sarà di proprietà dei cittadini, difficilmente le tasse potranno abbassarsi, anzi!
Nel blog trovate molti articoli che parlano di sovranità monetaria, ma tutti fanno riferimento all'uomo che ha scoperto il valore indotto della moneta, il professor Giacinto Auriti.
Ricordatevi sempre che è la collettività che da valore alla materia, su un isola deserta non potreste far nulla con dei lingotti d'oro.
Restiamo Umani
Fonte: il-bisbetico.blogspot.it

McDonald cacca! Perché non portare i propri figli da McDonald.


“Il consumatore di hamburger diviene così un uomo senza storia, senza memoria, che non mangia più per desiderio o per tradizione ma per bisogno impulsivo o imitativo” [Paul Ariès, "Les Fils […]

“Il consumatore di hamburger diviene così un uomo senza storia, senza memoria, che non mangia più per desiderio o per tradizione ma per bisogno impulsivo o imitativo” [Paul Ariès, "Les Fils de MacDo", 1997].
                                                                                                                                                                         
McDonald cacca. Questo dovrebbero dire i genitori ai propri figli. Il fast food-spazzatura più famoso al mondo è, invece, sempre più popolato di bambini, accompagnati là proprio dai loro genitori. Questo è sintomo di disinformazione, persuasione o semplice perversione? Al giorno d’oggi tutti dovrebbero sapere che un hamburger di McDonald è pieno di additivi alimentari cancerogeni ma, nonostante possediate l’informazione, vi fidate della pubblicità e continuate, allegramente, a portarvi i vostri bambini perché si possano sbaffare contenti un Happy Meal, perché regalano i palloncini colorati e perché c’è la statuetta di Ronald McDonald sorridente. A morte Ronald McDonald! Cosa dite? McDonald ha superato tutti i controlli di qualità? Cazzate. Che qualità? Quali controlli? Parlate di quei certificati che, quando si è potenti come McDonald, si ottengono anche a pagamento? Dovreste ormai sapere che, come i politici si svincolano o modificano a piacimento le leggi (Berlusconi docet, ndr), i magnati dell’industria alimentare e della ristorazione come McDonald possono fare i propri porci comodi, ottenendo facilmente tutti i certificati di cui hanno bisogno. Senza contare poi quelle normative redatte in maniera tale da lasciare spazio ai sotterfugi: vi porto un semplice esempio riguardo McDonald Italia, tratto dalle parole del salutista italiano dott. Enzo Rocchi “in Italia quando sull’etichetta c’è scritto aromi naturali, nel cibo ci possono benissimo essere soltanto aromi artificiali e la cosa non è affatto una truffa in quanto la legge lo permette”. 
Ora, se volete continuare ad andare a mangiare da McDonald con tutta la famiglia, fatelo, affari vostri… ma se avete tempo ed interesse per la vostra salute, leggete quello che segue.
Dal 1997, London Greenpeace conduce una battaglia con l’impero del fondatore di McDonald, Ray Crock. Si tratta del famoso caso McLibel, che portò a giudizio due giovani attivisti (Helen Steel e David Morris), per aver partecipato alla distribuzione dei famosi volanti “What’s wrong with McDonald” (“Cosa c’è di sbagliato con McDonald?”) che avvenne di fronte a quasi tutti gli stabilimenti McDonald del Regno Unito (a fondo articolo trovate sia la versione per adulti, che quella per bambini della versione originale dei volantini incriminati e quella in lingua italiana, ndr).
Gli attivisti inglesi furono i primi a cercare d’informare i clienti di McDonald su quello che mangiavano e lo fecero divulgando gli ingredienti di un hamburger di 80gr.: “46gr. di carne bovina macinata, lingua, cuore, grasso, cartilagini, tendini, intestino; 10gr di carne recuperata meccanicamente dal resto della carcassa e poi tritata; 20 gr. d’acqua; 2 gr. di sale e spezie; 1 gr. di gluttammato monosodico (E620); 5 gr. di polifosfati, additivi e conservanti”. Riguardo all’utilizzo di scarti di animali, come pelle, ossa, sangue, viscere, etc., non si dispone di una risposta ufficiale: alla richiesta di confermare la presenza di questi elementi nei propri hamburger, McDonald ha risposto che sono “segreti di fabbricazione”.

A fondo articolo ho riportato la tabella degli ingredienti che McDonald pubblica nei sui stabilimenti. Come potrete notare, non si nasconde l’utilizzo di additivi (parliamo, attualmente, di 78 tipi differenti di additivi artificiali aggiunti ai “piatti” di McDonald ed utilizzati in ben 578 distinte occasioni [fonte: The Indipendent, Londra], ndr) ma quello che fa ridere ed arrabbiare è il fatto che alla voce “carne”, McDonald dichiara che i propri hamburger sono 100% bovino o 100% pollo, tralasciando d’informare sulla vera natura della carne e sugli additivi aggiunti.
Addentriamoci un po’ di più nel discorso ingredienti. A livello generale, ogni “panino” o frullato o dolce di McDonald contiene: addensanti, coloranti, amidi modificati, edulcoranti, glutammato di sodio, acidificanti, sali di fusione, agenti lievitanti modificati, antiossidanti e conservanti in generale, emulsionanti e tensioattivi, aromatizzanti, dolcificanti, potenziatori di gusto. Solo per cominciare.
Andiamo più a fondo? Certo. Parliamo degli additivi alimentari contenuti in quasi tutti i cibi, che la salutare società consumista ci ha abituati a comprare. Non ci fate poi tanto caso alle varie sigle tipo E472 e simili, che trovate in quasi tutti i cibi conservati che comprate al supermercato, non solo da McDonald, vero? Dovreste farlo, dovreste esserne consapevoli, è una responsabilità nei confronti dei vostri figli, affinché possano scegliere, quantomeno, di mangiare sano e di non essere menefreghisti come i padri. (A fondo articolo trovate un elenco di tutti gli additivi usati dall’industria alimentare, ndr).
Per quanto riguarda i danni che causano gli additivi alimentari contenuti nei “cibi” di McDonald, vi propongo i risultati della ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Southampton, Inghilterra (McCann D., Barret A.). Questo il link per leggere la valutazione, scritta in italiano, di questa ricerca da parte dell’Efsa, l’European Food Safety Authority: valutazione Efsa. Altre ricerca sul tema le trovate qui.

I risultati scientifici parlano chiaro: non solo gli additivi causano danni alla salute fisica dei bambini ma provocano anche disturbi psichici e del comportamento. Gli scienziati raccomandano ai genitori di far seguire ai propri figli una dieta che comporti l’eliminazione di tutti gli alimenti o bevande contenenti coloranti ed aromatizzanti sintetici, glutammati, nitriti, nitrati, BHA, BHT ed acido benzoico, evitando i seguenti additivi:  E102 – E104 – E110 – E120 (utilizzato nei dolci di McDonald) – E122 – E123 – E124 – E127 – E132 – E133 – E150 (McDonald lo utilizza nelle proprie salse e negli sciroppi dei dolci) – E151 – E210 – E211 (sodio benzoato: utilizzato nei sottaceti di McDonald) – E220 (biossido di zolfo, presente nei filetti di pollo di McDonald) – E250 – E251 – E320 – E321.
Vi è un’altra serie di additivi nocivi alle persone che soffrono di asma o che sono allergiche all’aspirina ed il loro uso andrebbe vietato soprattutto negli alimenti per bambini: E212 – E213 – E214 – E215 – E216 – E217 – E218 – E219 – E311 – E312 – E621 – E631 – E627. È sconsigliabile, infine, dare ai bambini alimenti contenenti questi conservanti: E249 – E250 – E251 – E252 (nitriti e nitrati di sodio e di potassio).
Ecco a voi alcuni degli additivi nocivi utilizzati da McDonald:
  • E414 – gomma arabica (nelle salse e nei donuts di McDonald): può provocare riniti e asma;
  • E330/E331 – acido citrico e citrato trisodico (nel formaggio, nelle insalate, nei filetti di pollo, nei nuggets, nelle guarnizioni e negli sciroppi di McDonald): può provocare macchie della pelle e disturbi renali;
  • E450/E452 polifosfati (nel formaggio, nei nuggets, nei milkshakes e nei donuts di McDonald): pericolosi! Rendono il prodotto morbido e succoso, conferendo l’aspetto untuoso. Provocano problemi digestivi ed occlusioni intestinali. Sottraggono calcio all’organismo e favoriscono il rachitismo. Da evitare per i bambini;
  • E322 – lecitina (nel formaggio, negli sciroppi e nei donuts di McDonald): forti concentrazioni possono influire sull’assorbimento intestinale;
  • E211sodio benzoato (nei sottaceti di McDonald): pericoloso! Causa allergie ed è cancerogeno;
  • E338 acido ortofosforico (nel sciroppo di cioccolata di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi. Sottrae calcio all’organismo e facilita il rachitismo;
  • E339/E341fosfato di sodio e fosfato di calcio (nelle salse, nei nuggets e nei pancakes di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi, stessi effetti del E338;
  • E422glicerolo (nelle salse di McDonald): pericoloso! Provoca mal di testa, sete, nausea ed alta pressione;
  • E1422 – amido di mais modificato! (nelle salse e nelle guarnizioni di McDonald);
  • E307 – tocoferolo (nel pollo di McDonald): in grandi quantità provoca macchie della pelle e disturbi renali;
  • E220anidride solforosa (nel pollo di McDonald): pericolosa! Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1;
  • E407 – carragenine (nel pollo, nelle creme di formaggio e nei gelati di McDonald): in forti dosi causa coliti ulceranti e cancro;
  • E150 – caramello (negli sciroppi, nelle insalate e nei donuts di McDonald): colorante ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca;
  • E620glutammato monosodico (negli hamburger e nei formaggi di McDonald): pericoloso! Abbassa la soglia di eccitabilità dei neuroni e provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico. È responsabile di allergie e del tipico mal di testa e senso di nausea che può manifestarsi dopo aver mangiato da McDonald.
Purtroppo non vi posso fornire, ad oggi, un’analisi dettagliata (a parte per il glutammato monosodico) della carne degli hamburger.
Un ulteriore consiglio: evitate di usare maionese e ketchup, contengono il cancerogeno sodio benzoato (E211) ed altre schifezze chimiche. No-comment su Coca Cola e altre bevande colorate (potete leggere questo articolo: “Bevi Red Bull che ti fa bene…”).

mcdonald child
…e poi McDonald cerca di imbonirvi e persuadervi pubblicizzando i propri panini come salutari ed assicurandovi di possedere tutti i controlli di qualità. La verità è che McDonald è cacca.
Con la speranza che consideriate seriamente quanto male faccia mangiare da McDonald (lo stesso vale per Burger King, KFC e simili, ndr) e lungi dal voler tediarvi con discorsi salutistici ed ambientalisti (qua trovate tutte le informazioni dibattute in tribunale durante il caso McLibel: dalla deforestazione perpetrata da McDonald, alle vergognose pratiche di allevamento e macellazione, alla negazione ai propri dipendenti da parte di Ray Crock del permesso di creare qualsiasi sindacato dei lavoratori McDonald, ndr), vi dico solo una cosa, semplice: non siate pigri, svogliati, del tipo “ma dai un hamburger a un euro me lo faccio e chissenefrega”, perché così le cose non potranno mai migliorare, anzi peggioreranno. Boicottate McDonald per voi stessi, per la vostra salute fisica e mentale ma soprattutto fatelo per i vostri figli.
McDonald cacca!
Matteo Vitiello

 Fonte: http://buenobuonogood.com